Retail 4.0 il negozio senza confini

Dalla pizza a domicilio ne abbiamo fatta di strada! Dal “postalmarket”, pioniere delle compere da casa, oggi lo shopping non ha alcuna barriera fisica.

Negli scorsi appuntamenti, abbiamo posto l’accento sulle nuove opportunità di crescita legate ad internet e ai dispositivi di ultima generazione. Dalla trasformazione digitale a quella di mercato al centro del dibattito troviamo il Retail, tra nuove forme di consumo, di distribuzione e produzione.

Dall’essenziale al superfluo, dal food a l’hobbistica, passando per abbigliamento, elettronica e wellness, i nostri smartphone tracciano sul web l’incarnazione di quel “tutto e subito” tipico del consumo e ridisegnano i mercati in linea con le preferenze di utenti che non sono più solo compratori, ma prosumer, ossia co-creatori di prodotti e servizi, che quasi sicuramente rispondono ai gusti e alle aspettative di users digitali che comprano e vivono on-line.  

Ma cos’è Retail


Prendere parte al dibattito significa prender parte al futuro dei nostri mercati e contribuire alla stabilità di imprese e territorio. E, così come avviene per ogni cambiamento epocale, anche la quarta rivoluzione industriale, ha bisogno di voci autorevoli e “addetti ai lavori” per chiarire concetti e passaggi e per supportare aziende, imprese e professionisti a compiere il grande salto. 

Virtuale, digitale, automazione o intelligenza artificiale sono solo alcune delle variabili che da qualche anno a questa parte hanno investito ogni aspetto della vita quotidiana, compreso il settore della vendita al dettaglio. 

Dati, tecnologie e software sono in grado di farci conoscere i gusti del compratore, come intercettarli, quali canali di vendita sfruttare e quali strategie di comunicazione o dispositivi smart adoperare per avere maggiore efficienza e appeal.

decidere-tra-una-cosa-a-cui-si-è-abituati-e-un'altra-che-ci-piacerebbe-conoscere
A volte è necessario decidere tra una cosa a cui si è abituati e un’altra che ci piacerebbe conoscere.” Paulo Coelho

Customer experience: l’ABC 

Il vantaggio competitivo si gioca unicamente sulla capacità di rispondere, il più velocemente possibile, ai bisogni espressi del destinatario. 

Negozi e marchi oggi sanno che sono le emozioni e la promessa di un’esperienza irripetibile a far compiere quella scelta d’acquisto; ciò che si perfeziona non è solo il prodotto ma anche la sua confezione, il modo di pagarlo, quello di restituirlo, provarlo o spedirlo. 

Vendere assume la stessa prerogativa dello spettacolo, intrattenere e suggestionare. Ed è questa la causa scatenante della nascita di nuove tipologie di store come flagship e temporary store, negozi aperti h/24, vending machine e camerini completamente digitali.

Nuovi approcci e nuove tecnologie, che sebbene non permettano in alcun modo di risolvere vecchie tare storiche di divario Nord/Sud, sono in grado di calarsi all’interno di qualsiasi realtà locale (o provinciale) bypassando il problema più grande di una struttura economico-produttiva ancora poco inclusiva. 

Retail 4.0: Internet dal problema alla soluzione 

Il settore delle vendite al dettaglio comprende sia la grande distribuzione organizzata (GDO) che attività e servizi legati a rapporti negozio-cliente (agenzia di viaggi o compagnie assicurative, per esempio). 

Tale definizione ci aiuta a far rientrare in“retail” anche l’attuale e irreversibile tendenza del mercato a farsi multi-canale ( o omnicanale); ed ecco che e-commerce, digital store, sistemi di prenotazione e consegne in app o tramite totem interattivi, ridisegnano un nuovo spazio non più fisico, o meglio, non solo.

Se con la diffusione di internet e dei grandi colossi – come Amazon – il mercato tradizionale è entrato in crisi (un po’ come è accaduto per i centri commerciali con i piccoli negozianti) in questa ultima decade, la realtà è in controtendenza: grandi e piccoli sono in grado di sfruttare i nuovi stimoli da volano di crescita e riorganizzazione. 

Dopo un anno di pandemia e trend negativi, il settore delle vendite al dettaglio da marzo 2021 pare stia registrando dei segnali di ripresa. 

Secondo alcuni, la crescita del commercio elettronico, avrebbe messo “in ginocchio” il settore del retail, eppure l’impatto che l’e-commerce ha avuto sulle vendite al dettaglio tra il 2019 e il 2020 si aggira tra il 10 e 30%. Anche se non perfettamente in linea con gli altri paesi della zona euro, gli italiani che compiono acquisti online sono più o meno il 60% del totale, non risulta più incisiva come un tempo la differenza di età. 

I dati ci dicono che in questo momento in Europa ci sono circa 40 milioni di utenti che stanno riempiendo i loro carrelli. Questo non vuol dire che i negozi spariranno ma che agli spazi fisici viene chiesto semplicemente di integrare servizi, logistica, strumenti e tecnologie tipiche dell’evoluzione dell’online marketing.

Acquisti in-store e on-line, dal bisogno alla realtà.

Il consumatore di ultima generazione si aspetta di trovare in negozio le medesime caratteristiche che, i big player come Amazon, Wish o AliExpress, hanno da tempo reso imprescindibili garanzie; gli e-commerce allo stesso tempo, ambiscono a quel contatto umano tipico dello spazio fisico, un volto, un’identità per rendere la sua voce autorevole, credibile e competitiva. L’uno imita l’altro, una commistione che ha quale minimo comune denominatore, l’intrattenimento dell’individuo. 

Esempi pratici di questa commistione smart

  • Vogliamo anche la spesa intelligente! Abbiamo app, siti web, aziende e filiere che permettono di acquistare tutto ciò che mercati, supermercati e piccoli commercianti hanno da offrire. Per farlo si dotano di software, internet, magazzini intelligenti e spesso controllati da remoto.Distribuzione e logistica viaggiano verso la totale automazione, droni e riders sono i fattorini del nuovo millennio, pochi clic e qualche istante e la spesa è fatta.
    Basti pensare a Cortilia o al nostrano Ifruit per comprendere la portata delle vendite omnicanale, tale da permetterci di ricevere direttamente a casa, prodotti freschi e del territorio. 
  • Dai distributori automatici alle vending machine il passo è davvero breve e, in questi mesi molteplici sono state le applicazioni in tal senso per sopperire alle misure di distanziamento e isolamento che il nostro paese ha dovuto mettere in atto per far fronte ai contagi da Covid-19. Ed ecco che condomini, residence e piazze diventano i luoghi per installare piccole gabbie di vetro per la spesa dell’ultimo secondo. Beni di prima necessità contingentati ma subito a disposizione dell’utente.
  • Le file e le lunghe attese sono da sempre il fiore all’occhiello della schizofrenia da commissioni. Internet, identità digitali (spid) e tornelli automatici, permettono ora di effettuare servizi postali e sbrigare pratiche senza dover fare code agli sportelli. Anche i supermercati stanno affiancando ai loro dipendenti, casse automatiche e servizi di prenotazione che dimostrano con forza il legame stretto che corre oggi tra fisico/virtuale.
  • Dal drive-in per vedere il cinema all’aperto, ai drive-in per tamponi rapidi. 
  • Negozi fisici e grandi brand che si aprono alla digitalizzazione sperimentando nuove strategie per aumentare le visite in negozio, come l’implementazione di camerini digitali per provare i capi preferiti e prenotarli direttamente. 
  • Finanche la cura ha subito modifiche fino a poco fa inimmaginabili. App da consultare per interpretare sintomi, visite e consulenze mediche con specialisti da effettuare o prenotare da cliniche digitali, piattaforme di esperti e professionisti selezionati, come Doctorium, che ampliano di molto il ventaglio dei servizi che le persone possono adoperare per sopperire alle mancanze o alle difficoltà del servizio sanitario tradizionalmente inteso.

Promozioni e inserzioni sui social media, nuovi dispositivi per pagamenti sicuri e veloci (che vanno dall’uso dell NFC per pagare dallo smartphone, all’accettazione di valute digitali o sistemi come Paypal, e poi ancora spedizioni e resi gratuiti sono solo aspetti marginali di tutte le realtà possibili che la quarta rivoluzione industriale mette a disposizione. 

Per fare impresa e mandare avanti una qualsiasi tipo di attività, oggi più che mai è opportuno guardare al contesto di mercato e a ciò che vuole l’utente. Come realizzarlo ce lo dicono l’avanzamento tecnologico e i trend mutevoli e passeggeri.

[ticonfronto consiglia la lettura l’ultimo report dell’Istat relativo alle Vendite al dettaglio del 2021 in Italia]